Guida alpina vallesana cresciuta a Macugnaga, primo salitore dell'Aconcagua nel 1897.
Dati anagrafici
nome: Matthias Zurbriggen (in Italia Mattia)
nascita: 15 maggio 1856 - Saas-Fee, Vallese (Svizzera)
morte: 21 giugno 1917 - Ginevra
nazionalità: svizzera
professione: pastore, fabbro, minatore e guida alpina
soprannome: Signore della Est; Mathis; Dalponte; «Ein tifal» (il diavolo) a Macugnaga
Biografia
Matthias Zurbriggen nacque il 15 maggio 1856 a Saas-Fee, nell'alto Vallese, in una famiglia walser di modeste condizioni. Nel 1858 la famiglia varcò il Passo del Monte Moro e si stabilì a Pestarena, frazione di Macugnaga, dove il padre aveva trovato lavoro nelle miniere d'oro della Valle Anzasca. Il padre morì in un incidente in galleria, in una data che le fonti collocano tra il 1861 circa e il 1864, lasciando la moglie con numerosi figli: Matthias contribuì presto al sostentamento della famiglia portando al pascolo capre e pecore.
A tredici anni lasciò Macugnaga e tornò da solo in Svizzera. Seguì un lungo periodo di lavori occasionali, da minatore a fabbro, da stalliere e postiglione a operaio nei cantieri ferroviari e nelle gallerie, che gli diede abilità manuali e la familiarità con diverse lingue, poi preziosa nei rapporti con la clientela straniera. Intorno al 1881, a venticinque anni, progettava di emigrare in Sud America; rientrato a Macugnaga per salutare la madre, cambiò programma e aprì in paese una piccola fucina.
Le fonti divergono sull'anno in cui iniziò a lavorare come guida, tra il 1881 circa e il 1884. In un'epoca in cui non esisteva una formazione ufficiale e ogni guida doveva procurarsi da sé l'attrezzatura, accompagnò i primi clienti sul Monte Bianco, sul Cervino e alla Punta Dufour per il Canalone Marinelli. Il terreno d'elezione fu la parete est del Monte Rosa, che salì e discese molte volte con i clienti, tanto da valergli l'appellativo di «Signore della Est». Tra i clienti figurano Edward Whymper, Martin Conway, i coniugi de Fonblanque, i coniugi Bullock Workman, il principe Scipione Borghese, Giuseppe Borsalino, Edward A. FitzGerald e Stuart Vines.
Dal 1892 la sua attività si spostò sulle catene extraeuropee. Martin Conway lo ingaggiò come guida della spedizione esplorativa nel Karakorum, allora quasi sconosciuto: il gruppo percorse i ghiacciai Hispar e Biafo e risalì il Baltoro fino in vista del K2. Conway, Charles Granville Bruce, Zurbriggen e due gurkha raggiunsero una cima secondaria del Baltoro Kangri, battezzata Pioneer Peak, allora ritenuta la quota più alta mai raggiunta dall'uomo. Secondo i racconti, che divergono tra sigaro e sigaretta, mentre i compagni crollavano esausti Zurbriggen si accese tranquillamente da fumare.
Tra il 1894 e il 1895 seguì Edward FitzGerald nelle Alpi Meridionali della Nuova Zelanda. Il Mount Cook, obiettivo principale, era stato salito per la prima volta il giorno di Natale del 1894 da Tom Fyfe, Jack Clarke e George Graham, pochi giorni prima che FitzGerald e Zurbriggen lasciassero Christchurch verso le montagne. FitzGerald rinunciò al Cook e si dedicò alle altre vette del gruppo. Sul Mount Sefton, il «Cervino della Nuova Zelanda», Zurbriggen trattenne il compagno durante una caduta e definì quella salita la più pericolosa mai affrontata. Al termine della campagna salì da solo il Mount Cook per la cresta nord-est, accompagnato fino a circa 3.000m da Jack Adamson dell'Hermitage: fu la seconda ascensione della montagna, considerata la prima in solitaria.
Alla fine del 1896 FitzGerald organizzò una spedizione all'Aconcagua, la vetta più alta delle Americhe, con il geologo Stuart Vines, il naturalista Philip Gosse e un gruppo di guide e portatori svizzeri e italiani, tra cui Joseph e Louis Pollinger, Joseph Lochmatter, Nicola Lanti e Fritz Weibel, guidati da Zurbriggen. Partita da Puente del Inca il 23 dicembre, la spedizione fu respinta più volte dalla stanchezza e dal mal di montagna. A metà gennaio 1897 FitzGerald dovette rinunciare per gli effetti della quota; Zurbriggen, consapevole della presenza di una spedizione tedesca concorrente, ottenne il permesso di proseguire da solo lungo i ripidi pendii detritici del versante nord-ovest e raggiunse la cima nel tardo pomeriggio, secondo il suo racconto. Costruì un ometto di pietre e vi piantò la piccozza di FitzGerald. Così descrisse il panorama: «Tutto il Sud America era disteso ai miei piedi, con i suoi laghi, i suoi monti e le sue pianure, con villaggi e città che sembravano piccole macchie». Il 13 febbraio Vines e Lanti compirono la seconda ascensione.
Rientrato sulle Alpi, tornò sul versante valsesiano del Monte Rosa con i fratelli Giuseppe Fortunato e Giovanni Battista Gugliermina e, dopo due tentativi respinti, con loro realizzò una prima traversata. Nel 1899 uscì a Londra la sua autobiografia: Zurbriggen l'aveva scritta in italiano, ma il manoscritto originale è andato perduto e l'edizione italiana è una ritraduzione dall'inglese. Più fonti la indicano come il primo libro di memorie pubblicato da una guida alpina. Nello stesso 1899 accompagnò i coniugi Bullock Workman nel Karakorum, dove Fanny Bullock Workman stabilì il record femminile di altitudine dell'epoca. Nel 1900 partecipò con il principe Scipione Borghese a una spedizione nel Tien Shan, e nel 1902 tornò nel Karakorum con i Workman. Nei suoi scritti espresse il desiderio di affrontare l'Everest, convinto che per ogni montagna esistesse una via praticabile.
Le testimonianze dei contemporanei restituiscono una figura complessa. I libretti di guida lodano la preparazione accurata delle salite, il senso dell'orientamento su terreni difficili, la calma e la rapidità nelle decisioni; Rosemary de Fonblanque e Fanny Bullock Workman lo raccomandavano in modo particolare come guida per le alpiniste. Guido Rey lo definì «quel demonio di Zurbriggen», e a Carlo Restelli egli stesso disse che «Mattia Zurbriggen una volta incamminato non torna più indietro».
Negli anni successivi l'abuso di alcol aggravò i tratti più difficili del suo carattere, allontanando clienti e compaesani. Il libretto di guida si interrompe nel 1906 e le fonti collocano il ritiro dalla professione intorno al 1907, per ragioni mai chiarite. Zurbriggen lasciò la moglie e i figli a Macugnaga e trascorse l'ultimo decennio a Ginevra, in condizioni di crescente povertà e isolamento. Il 21 giugno 1917 fu trovato impiccato, in circostanze che le fonti indicano come suicidio. Nel necrologio Martin Conway scrisse che Zurbriggen era stato «appassionato, dissoluto, vivace ed esuberante» e che la sua vita era finita «quando l'ebbe bevuta fino all'ultima goccia».
Imprese alpinistiche
Cervino (4.478m) - 1889 - salita con il cliente inglese Fison
spedizione Conway nel Karakorum (ghiacciai Hispar e Biafo, alto Baltoro) - 1892 - esplorazione fino in vista del K2
Pioneer Peak (ca. 6.500m, stimato all'epoca 6.890m) - 25 agosto 1892 - prima ascensione, con Martin Conway, Charles Granville Bruce, Parbir Thapa e Harkbir Thapa, Karakorum
Colle Gnifetti (4.454m) - 3 settembre 1893 - nuova via dalla parete est del Monte Rosa per il Canalone Marinelli, con Guido Rey, Luigi Vaccarone, Luigi Burgener e Casimiro Thérisod
Punta Nordend (4.609m) - 10 settembre 1893 - via Restelli sulla parete est del Monte Rosa, con Carlo Restelli e Luigi Burgener
Mount Sealy (2.627m) - 24 gennaio 1895 - prima ascensione, con Edward FitzGerald, Jack Clarke e C. L. Barrow, spedizione FitzGerald nelle Alpi Meridionali (Nuova Zelanda)
Mount Tasman (3.497m) - 5 febbraio 1895 - prima ascensione, con Edward FitzGerald e Jack Clarke
Mount Haidinger (3.070m) - 8 febbraio 1895 - prima ascensione della vetta sud (principale), con Edward FitzGerald e Jack Clarke
Mount Sefton (3.151m) - 14 febbraio 1895 - prima ascensione, con Edward FitzGerald
Silberhorn (3.300m) - 1895 - prima ascensione, con Edward FitzGerald e Jack Clarke
Aoraki/Mount Cook (3.724m) - 14 marzo 1895 - seconda ascensione assoluta e prima solitaria, per la cresta nord-est (Zurbriggen Ridge)
Aconcagua (6.962m) - 14 gennaio 1897 - prima ascensione assoluta, in solitaria, spedizione britannica diretta da Edward FitzGerald, Ande (Argentina)
Tupungato (6.570m) - 12 aprile 1897 - prima ascensione, con Stuart Vines
Colle Zurbriggen (4.272m) - 10-11 settembre 1898 - prima traversata dal versante valsesiano del Monte Rosa, con i fratelli Gugliermina e Clemens Imseng
Siegfriedhorn (ca. 5.670m) - 7 agosto 1899 - prima ascensione, con Fanny e William Bullock Workman, Karakorum
Mount Bullock Workman (ca. 5.930m) - 11 agosto 1899 - prima ascensione, con Fanny e William Bullock Workman
Koser Gunge (ca. 6.400m) - 25 agosto 1899 - con Fanny e William Bullock Workman, record femminile di altitudine dell'epoca
spedizione Borghese nel Tien Shan (valle dell'Engilchek) - 1900 - salita di cime minori, tentativo al Khan Tengri non riuscito
spedizione Workman nel Karakorum - 1902 - seconda spedizione con i coniugi Bullock Workman
Luoghi e intitolazioni
Zurbriggen Ridge - cresta nord-est dell'Aoraki/Mount Cook (Nuova Zelanda)
Colle Zurbriggen (4.272m) - massiccio del Monte Rosa, tra il Corno Nero e la Ludwigshöhe - denominato dai fratelli Gugliermina
Cerro Zurbriggen (ca. 5.400-5.500m) - Cordón de los Penitentes, regione dell'Aconcagua (Argentina) - salito per la prima volta nel 1953 da una cordata del Círculo Andino Buenos Aires
libretto di guida (1894-1906) - Museo Alpino Svizzero, Berna - ritrovato dai discendenti americani e donato al museo
primo libretto di guida - Museo Nazionale della Montagna, Torino - conservato dal 1984
Opere
From the Alps to the Andes. Being the Autobiography of a Mountain Guide, Londra, T. Fisher Unwin, 1899
Von den Alpen zu den Anden. Lebenserinnerungen eines Bergführers, Berlino, Roth, 1937
Dalle Alpi alle Ande. Memorie di una guida alpina, Torino, CDA & Vivalda (collana I Licheni), 2001; riedizione Priuli & Verlucca, 2017
Bibliografia
In veste di scrittore
nessuna opera
In veste di citazione importante
Edward A. FitzGerald, Climbs in the New Zealand Alps. Being an Account of Travel and Discovery, T. Fisher Unwin, Londra, 1896
Edward A. FitzGerald, The Highest Andes. A Record of the First Ascent of Aconcagua and Tupungato in Argentina, and the Exploration of the Surrounding Valleys, Methuen & Co., Londra, 1899 (edizione americana Charles Scribner's Sons, New York, 1899)
Fanny Bullock Workman, William Hunter Workman, In the Ice World of Himálaya. Among the Peaks and Passes of Ladakh, Nubra, Suru, and Baltistan, T. Fisher Unwin, Londra, 1900
Felice Benuzzi, Mattia Zurbriggen Guida Alpina. Le sue imprese, i suoi uomini, i suoi monti, Torino, 1987
Walter Kalbermatten, André Zurbriggen, Matthias Zurbriggen. Der berühmteste Auslandsbergführer des 19. Jahrhunderts, 1997