Col Chardoney, da Ru
Accesso
Lasciata l'autostrada alla barriera di Aosta Est svoltare a destra ed imboccare la superstrada da seguire per 8,4 chilometri. Giunti a Signayes svoltare a destra sulla Strada regionale seguendo le indicazioni per Bionaz/Laravoire. Superare una rotonda e proseguire sulla strada regionale lungo tutta la Valpelline. Attraversare gli abitati di Valpelline ed Oyace sino a raggiungere, dopo circa 27 chilometri, la localitĂ Dzovennoz. Svoltare a sinistra seguendo le indicazioni Chez Leo Merloz Ru, Ley Cretes. Risalire la stradina comunale per 1,3 chilometri sino a giungere nel parcheggio đ żď¸ gratuito che precede il villaggio di Ru.
[0h39â] - [29,2km]
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Le indicazioni qui fornite sono state verificate alla data del rilievo dellâitinerario. Prima di partire è opportuno accertarsi che non siano sopraggiunte variazioni sostanziali sul percorso di accesso al punto di partenza. Pertanto, per ottenere indicazioni stradali aggiornate e dettagliate, consigliamo lâutilizzo delle app per la navigazione satellitare fornite da Google o Apple.
Descrizione
Chardonney significa âprato dove cresce il cardo (chardon, tzardon)â, a volte viene scritto âChardoneyâ (es. Buscaini, Guida Alpi Pennine). Esistono localitĂ con lo stesso nome nel comune di Champorcher e nel canton Vaud. Il rifugio Crete Seche si può raggiungere con tre sentieri. Quello normale, segnato col n. 2, è il piĂš lungo, attraversa a volte lâinterpoderale che può essere seguita con poca perdita di tempo. Uscendo dal bosco sullâinterpoderale si trova un indicazione âRaccourci Scorciatoiaâ, è lâinizio della âdirettissimaâ, che ripidamente riporta su un tornante dellâinterpoderale, che si lascia a destra per imboccare un sentiero allâinizio poco individuabile che zigzagando porta al sentiero numero 2 poco prima del rifugio. Proseguendo invece sullâinterpoderale, quando la si abbandona per risalire verso lâalpe Berrier, parte un sentiero a tornanti che raggiunge il sentiero numero 2 poco dopo lâinizio del grande traverso che porta sotto il rifugio. Eâ la âdirettaâ che permette di risparmiare qualche minuto, un sentiero ben tracciato e abbastanza comodo. Tempo intorno alle due ore. Dal rifugio si seguono le indicazioni per il colle del Crete Seche che portano ai piedi della scarpata al cui culmine si trova il ben visibile bivacco Spataro, scarpata che si supera sulla sinistra su detriti (segnali e ometti) per sbucare sul vasto Plan de la Sabbla, da dove è visibile il grande ometto del col de Crete Seche. Si seguono i segnali verso sinistra per superare il torrente (a volte si tribola un poâ) e si giunge a sinistra sotto la scarpata che porta al col del Mont Gelè. Qui i segnali si dividono, a destra il sentiero numero 2 a sinistra le tracce per il mont Gelè. Il sentiero numero 2 supera due torrenti e risale il filo di una piccola morena per discendere dallâaltra parte e continuare decisamente a sinistra. Al termine della morena si può scorgere una traccia che va a destra. La traccia si perde subito tra i detriti, ma seguendola con un poâ di intuito si incontrano degli ometti. Seguendoli si può arrivare al col de Chardonney passando per il plateau de Crete Seche, del quale lâabbè Henry ha scritto una descrizione mirabolante. Il posto è bello e severo, detriti, nevai, laghetti, torrenti ci sono tutti, ma il tragitto in salita deve essere abbastanza faticoso e meno panoramico di quello che passa che per il colle di Crete Seche, è piĂš conveniente in discesa, seguendo i numerosi ometti. Seguendo il sentiero numero due si arriva comodamente al col de Crete Seche dal quale si gode una bella vista sulla Svizzera a Nord e sullâItalia a Sud. Due ore dal rifugio. Si segue ora la cresta di confine seguendo dapprima dei segnali bianco azzurri sino a che questi non piegano decisamente a sinistra verso la Svizzera. Si continua per cresta, tenendosi sul filo o sul versante svizzero, sotto la sassosa âTrouma des Boucsâ fino a quando si scorgono sulla destra gli ometti della variante prima descritta che si raggiungono per trovare tracce di passaggio, a volte quasi un sentiero. Sulla destra si sfiora il col Berlon. Si superano cosĂŹ facilmente gli ultimi ripidi metri e si arriva al colle accolti dallâelegante piramide della Becca Rayette e per vederla vale la pena di arrivare fin quassĂš. Unâora dal col de Crete Seche. Volendo si può salire alla Trouma des Boucs, la cui cima con un bastone e un ometto è ben visibile dal colle. Salendo direttamente si incontro un passaggio un poâ esposto, si dovrebbe poterlo evitare aggirando la cima a sinistra.