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Adolfo Hess

Adolfo Hess
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A cura di:

Data: 24/02/1878

Ingegnere e alpinista torinese, socio fondatore dello Ski Club Torino e del Club Alpino Accademico Italiano.

Dati anagrafici

nome: Adolfo Hess
nascita: 24 febbraio 1878 - Torino
morte: 8 giugno 1951 - Torino
nazionalità: italiana
professione: ingegnere elettrotecnico
affiliazione: Club Alpino Accademico Italiano (socio fondatore), Ski Club Torino (socio fondatore)

Biografia

Adolfo Hess nacque a Torino il 24 febbraio 1878, figlio di Isidoro. Studiò al ginnasio-liceo, per due anni all'università e per un anno alla Scuola di Applicazione per ingegneri di Torino, poi al Politecnico e al Laboratorio di fisica ed elettrotecnica di Darmstadt. Fece pratica presso le officine Bergmann di Gaggenau, la Lahmeyerwerke di Francoforte sul Meno, la Western Electric Company e la New Jersey Telephone Company a New York, dove fu assistente dell'ingegnere W. J. Hammer.

Ingegnere elettrotecnico, fu titolare delle ditte Ingg. Hess & Perino, attiva nel materiale e negli impianti elettrici e nel commercio di automobili e accessori, e Ingg. Hess, Bonamico & Co., per materiale, macchinario e impianti elettrici, oltre che dell'Impresa Elettrica Borgo Campidoglio di Torino. Fondò la Società Chierese di Elettricità, in seguito riconducibile alla P.C.E. e alla S.I.P., e fu consigliere di amministrazione della P.C.E. Nel 1911 fece parte della giuria dell'Esposizione internazionale di Torino; tenne conferenze e scrisse su radium, selenio, lampade ad arco, alta tensione, riscaldamento e applicazioni elettrodomestiche a induzione, per le quali citò brevetti propri. Dal 1916 al 1918, capitano del Genio di riserva, fu ufficiale presso la Direzione Approvvigionamenti e la Sezione Tecnica dell'Aeronautica e membro a Parigi del comitato internazionale per la standardizzazione dei materiali d'aviazione; costruì inoltre un lanciabombe elettromagnetico di sua invenzione.

Negli anni Novanta dell'Ottocento tentò le prime ascensioni e indicò egli stesso nel 1896 l'inizio della propria formazione alpinistica e sciistica. Fu tra i pionieri dello sci in Italia: appartenne al primo gruppo di praticanti torinesi raccolto attorno ad Adolfo Kind e scrisse sull'argomento già nel 1899. Il 21 dicembre 1901 fu tra i ventinove fondatori dello Ski Club Torino.

La sua attività alpinistica toccò diverse zone delle Alpi e si concentrò sul massiccio del Monte Bianco, dove partecipò all'esplorazione sistematica di cime e itinerari secondari ancora poco conosciuti. Salì sia con guide sia in cordate di soli alpinisti. Il 5 aprile 1904 fu tra i sedici fondatori del Club Alpino Accademico Italiano, nato nell'ambito della Sezione di Torino del CAI per riunire e sviluppare l'alpinismo senza guide. Disegnò il distintivo del sodalizio e nel 1926 succedette a Lorenzo Borelli alla presidenza generale, che tenne fino al 1929, quando gli subentrò Umberto Balestreri. In un editoriale nell'Annuario 1924-1926 affrontò la questione di quale funzione l'associazione potesse mantenere nel tempo. Il suo curriculum dattiloscritto, non datato, elenca inoltre gli incarichi di consigliere e vicepresidente della Sezione di Torino del CAI, presidente della Palestra Ricreativa del CAI e redattore della rivista Alpinismo, e una medaglia d'oro al merito della Sezione di Torino.

Ebbe una parte tecnica nella nascita dei bivacchi fissi d'alta quota. L'idea di realizzare piccoli ricoveri prefabbricati, per le zone in cui non era possibile costruire veri rifugi, fu avanzata da Lorenzo Borelli nel 1923; una commissione composta da Mario Borelli, Francesco Ravelli e Adolfo Hess ne sviluppò la soluzione tecnica. Le strutture, costruite nelle officine dei fratelli Ravelli in legno rivestito di lamiera, si trasportavano a pezzi e si montavano direttamente in quota. Una testimonianza pubblicata nel 1953 dalla Rivista mensile del CAI attribuisce a Hess il ruolo di primo esecutore e progettista, mentre nel proprio curriculum egli si definì inventore e costruttore dei bivacchi fissi del CAI. Uno dei primi due bivacchi fissi, quello del col d'Estellette, fu installato alla fine di agosto del 1925; ideazione, progetto e realizzazione sono quindi contributi attribuiti a persone diverse.

Alla pratica alpinistica affiancò la scrittura, lo studio, la fotografia e la musica. Collaborò a quotidiani e riviste, tra cui La Stampa, Stampa Sera, la Gazzetta del Popolo, Torino Nuova e Augusta Taurinorum, tenne conferenze alpinistiche presso le sezioni CAI di Torino, Biella, Milano e Genova e lesse le proprie Novelle alpine al CAI e al Circolo degli Artisti di Torino, dove suonava come primo violino nell'orchestra. Nella prefazione di Trent'anni di alpinismo, datata 1928, rivolse ai giovani l'invito a unire alla rapidità dell'alpinismo moderno un po' dell'ingenuità e del sentimento della generazione precedente. Fondò e presiedette il Fotogruppo del CAI, organizzò esposizioni fotografiche a Torino, Genova e Roma e al Circolo degli Artisti, e numerose sue fotografie sono conservate nelle raccolte del Museo Nazionale della Montagna.

Collaborò all'organizzazione della Mostra della Montagna di Torino del 1938. Dagli anni Trenta al 1943 fu alla direzione del Museo della Montagna di Torino, di cui gli si attribuisce il riallestimento del 1939, precedente alla riapertura del 1942, e il riordino sistematico delle raccolte fotografiche e iconografiche, catalogate secondo i nomi delle montagne e dei gruppi montuosi. Lavorò anche alla segnalazione degli itinerari alpini per il Ministero della Cultura Popolare e alla compilazione degli schedari dei comuni alpini per l'Ente provinciale del turismo di Torino, e collaborò al Panorama delle Alpi dal Monte dei Cappuccini di R. Chabod.

Nel 1948, a Ceres, in Valle di Lanzo, dove trascorreva periodi di riposo, fu sorpreso da una tormenta a Testa Paian, in Val d'Ala, cadde e rimase quasi sepolto dalla neve; secondo la cronaca di un quotidiano torinese del 1954, i soccorritori lo raggiunsero guidati dal suo cane Febo. Morì a Torino l'8 giugno 1951, a 73 anni. Fu padre di Guido Hess, scrittore, poeta e pittore noto con lo pseudonimo di Guido Seborga.

Imprese alpinistiche

  • Aiguille d'Entrèves - 1897 - prima ascensione, con Flavio Santi e la guida Proment

  • Aiguille de la Brenva - 1898 - prima ascensione

  • Dent du Jetoula - 1898 - prima ascensione

  • Grand Golliat (3.237m) - 1898 - prima salita della parete ovest con uscita sulla cresta nord-nord-ovest, 15 luglio, con la guida Laurent Croux

  • Punta Sud del Mont de Rochefort - 1899 - prima ascensione

  • Aiguillettes du Tacul - ? - prima ascensione

  • Col du Diable - 1902 - prima ascensione

  • Pic de la Brenva - 1902 - prima ascensione

  • Mont Blanc du Tacul (4.248m) - 1902 - prima ascensione dalla parete sud, 3 settembre, con Agostino Ferrari, Flavio Santi e le guide Laurent Croux e Louis Mussillon; nuova via di accesso al Monte Bianco dal ghiacciaio del Gigante

  • Aiguille de Bionnassay (4.052m) - 1907 - prima salita italiana senza guide, 28 luglio, con Canzio, Mario Santi, Lampugnani, Guglielmina e Brofferio

  • Dames Anglaises - ? - ricognizioni e tentativi senza esito

Luoghi e intitolazioni

  • bivacco Adolfo Hess (2.958m) - col d'Estellette, sopra il ghiacciaio della Lex Blanche, Val Veny, massiccio del Monte Bianco - intitolato nel 1951, dopo la morte di Hess, su deliberazione assembleare e proposta di Mario Santi

Opere

  • Nuove ascensioni nel gruppo del Monte Bianco, Torino, G. U. Cassone successore G. Candeletti, [anno da verificare]

  • Monte Bianco: ascensione dal Colle del Gigante per il M. Blanc du Tacul vetta ed il M. Maudit Épaule, Torino, Tipografia editrice G. Candeletti, 1898

  • Gli ski norvegesi loro storia, uso ed applicazione, specialmente agli eserciti ed all'alpinismo, Torino, Club Alpino Italiano, 1899

  • Selva Nera e Gruppo delle Pale, Torino, Club Alpino Italiano, 1901

  • Il Mont Blanc du Tacul: nuove ascensioni (con Agostino Ferrari), Torino, Club Alpino Italiano, 1904

  • Ai Denti d'Ambin: ascensioni dei Tre Denti dalla Rocca d'Ambin per cresta e per la parete di Savine, Torino, Club Alpino Italiano, 1909

  • Aiguille Noire de Pétéret m. 3780 catena del Monte Bianco, Torino, Club Alpino Italiano, 1910

  • La Grande Casse m. 3861, Torino, Club Alpino Italiano, 1913

  • Saggi sulla psicologia dell'alpinista: raccolta di autobiografie psicologiche di alpinisti viventi, Torino, S. Lattes & C., 1914

  • Breve rassegna storica dell'alpinismo, Monza, Unione operaia escursionisti italiani, 1914

  • Trent'anni di alpinismo: nella catena del Monte Bianco, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1928

  • Indicatore turistico alpinistico sciistico del Piemonte, Torino, Ente provinciale per il turismo, 1938

  • Alla memoria del dott. Flavio Santi alpinista e botanico (con Enrico Mussa), 1939

  • Novelle montanine, [luogo ed editore da verificare], 1949

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